Gadovist nella sclerosi multipla
Gadovist nella sclerosi multipla
La sclerosi multipla (SM) è una malattia infiammatoria autoimmunitaria del sistema nervoso, dovuta a un antigene ancora sconosciuto1.Mentre la diagnosi di SM si basa principalmente sulla combinazione dei tipici sintomi clinici e delle caratteristiche paracliniche (caratteristiche del liquido cerebrospinale [LCS] da puntura lombare), l’imaging neurologico ha un ruolo importante nella gestione della malattia2. Anche se le placche possono talvolta essere visibili alla tomografia computerizzata (TC), quest’ultima non riveste attualmente alcun ruolo, se non come metodo di esclusione nei pazienti con sintomatologia acuta, nei quali si deve diagnosticare/escludere un’emorragia o un ictus; attualmente, l’imagingsi basa interamente piuttosto sulle tecniche di risonanza magnetica (RM). Siccome la diagnostica per immagini si basa sulla conta del numero delle lesioni demielinizzanti nella sostanza bianca, la rilevazione di lesioni captanti aumenterà la resa diagnostica della metodica. Di conseguenza, l’imaging con mezzo di contrasto è fondamentale nella valutazione dei pazienti con SM nota o sospetta3–6.
L’imaging neurologico riveste un ruolo importante non solo nella diagnosi, ma anche nella gestione di queste malattie: infatti, l’imaging con mezzo di contrasto può dimostrare l’attività della malattia e, quindi, può essere impiegato non solo per monitorare la storia naturale della malattia, ma anche per valutare l’impatto del trattamento.
Approccio mediante imaging
Le sequenze multiplanari FLAIR (fluid-attenuated inversion recovery) e T2 (di solito T2 e FLAIR assiali e FLAIR sagittale), assieme a T1 assiale pre-contrasto e T1 post-contrasto su tutti e tre i piani, costituiscono l’approccio tradizionale al paziente con SM. Va sottolineato che, in aggiunta all’imaging del rachide, può essere spesso effettuato l’imaging delle cavità orbitarie (con immagini coronali T2 e assiali e coronali con saturazione del grasso T1 pesate post-contrasto). Inoltre, in questa malattia sono state usate con successo tecniche quali l’imaging del tensore di diffusione (diffusion tensor imaging), la RM pesata in diffusione (diffusion-weighted imaging), la spettroscopia e il trasferimento di magnetizzazione (magnetisation transfer). Allo scopo di rendere più precisa la diagnosi di SM, in aggiunta ai criteri clinici e di laboratorio si usano di solito delle classificazioni, quali quelle proposte da MacDonald o da Barkhof. Queste classificazioni comprendono una conta del numero delle lesioni visibili sulle immagini T2 pesate nella sostanza bianca e delle lesioni che captano.
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- 16 February 2012
- 1 March 2012
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